Alcune osservazioni ricevute con riguardo alle scelte adottate dall'organizzazione del Dolomiti di Brenta Trail ci hanno fatto ritenere corretto condividere con Voi il percorso seguito per giungere alla decisione di anticipare solamente l'orario della gara “corta” e modificare i cancelli di entrambe le competizioni.
 
Negli ultimi quattro giorni antecedenti la gara abbiamo avuto quotidiani colloqui con i previsori di Meteotrentino, abbiamo seguito le indicazioni dei più importanti istituti di meteorologia e avuto informazioni anche da previsori di istituti di rilevanza nazionale.
Tutti hanno confermato piogge sparse nella mattinata di sabato, una fase di “tregua” nella parte centrale della giornata con la ripresa di precipitazioni a partire dalle ore 16/17 ed ulteriore intensificazione del fenomeno dopo le 19/20.
Con riguardo al pomeriggio – sera tutti gli istituti hanno evidenziato “fenomeni rilevanti” / “allerte meteo” sia con riguardo alla intensità delle piogge che per il rischio temporali.
 
Tradotte ai nostri fini tali previsioni significavano che per la maggior parte dei concorrenti, sia della lunga che della corta, non vi sarebbero stati (probabilmente – attesa comunque l'aleatorietà, specie nel settore alpino – delle previsioni meteorologiche) problemi di sicurezza; avrebbero al più preso un po' d'acqua come tante volte capita ma sarebbero arrivati a Molveno prima dell'aggravarsi della situazione. Per contro invece per i partecipanti più lenti (ci sia passata la qualificazione), ossia quelli che sarebbero transitati dalla Bocca di Brenta dopo le 19, vi sarebbe stato forse più di un forte rischio, potremmo dire quasi la certezza, di potersi trovare in una situazione molto impegnativa per vento, pioggia intensa, scarsa visibilità e rischio temporali.
 
La nostra priorità nelle decisioni è dunque stata sempre e solo la sicurezza dei nostri volontari e di tutti i concorrenti.
 
Potevamo quindi sicuramente scegliere da subito la soluzione più semplice.
Siamo certi che molti degli iscritti avranno verificato che da subito, ossia dalla prima edizione competitiva dello scorso anno, abbiamo predisposto un piano di sicurezza pubblicato sul nostro sito, inviato al Soccorso Alpino e a tutti i soggetti coinvolti dalla manifestazione.
A fronte delle previsioni sopra riassunte potevamo quindi toglierci ogni pensiero decidendo di utilizzare il percorso alternativo indicato sul piano di sicurezza. Tutto era pronto. Non c'era alcun problema.
Adottare tale soluzione avrebbe però forse ingiustamente pregiudicato tutti quei concorrenti che prevedibilmente sarebbero giunti al traguardo ben prima dell'arrivo della prevista perturbazione (percentualmente la maggior parte dei concorrenti iscritti).
 
Abbiamo quindi fatto il possibile per salvare le due competizioni perché ritenevamo che vi fosse la possibilità di mantenerle nella loro versione integrale, pronti ovviamente alle necessarie anche drastiche modifiche anche in corso di gara qualora vi fosse stato un peggioramento rispetto a quanto previsto.
 
Rimaneva però l'insuperabile limite orario indicatoci dai previsori meteo: le 19 come orario massimo per liberare la parte alta del percorso.
Abbiamo quindi deciso di fissare alle 18.30 il limite massimo per superare la Bocca di Brenta (2550 metri) sapendo che a pochi minuti da lì vi era il Rifugio Pedrotti dove eventualmente raccogliere gli atleti in luogo caldo e sicuro.
Pronti, come detto, ad intervenire anche prima rispetto a tale orario per sospendere o interrompere la manifestazione laddove la precipitazione avesse anticipato il suo arrivo.
 
Partendo dunque da tale decisione volta come detto a salvaguardare la possibilità di percorrere i due percorsi integrali, quelli per cui quasi settecento atleti ci avevano dato fiducia e si erano iscritti, abbiamo dovuto cercare di recuperare il tempo necessario per anticipare quel cancello che originariamente era alle 19.15. In sostanza si doveva chiudere il passaggio 45 minuti prima.
 
Facile decidere di anticipare la partenza della corta i cui cancelli finali sono sempre stati molto larghi per farli logicamente coincidere con quelli della gara lunga.
E così giovedì mattina, poco dopo aver parlato con i previsori meteo, abbiamo subito dato notizia su tutti i canali possibili e con messaggi mail a tutti gli atleti della 45K del cambio di orario.
Si è quindi anticipato anche che vi sarebbe stato un cambio dei cancelli orari.
Non si è data subito notizia il giovedì dei nuovi cancelli perché si sono volute attendere le previsioni del venerdì mattina per confermare o meno il percorso della lunga.
Se confermato tale percorso si sarebbero uniformati i tempi di percorrenza ed i cancelli della corta a quelli della lunga (inutile e motivo di confusione sarebbe stato sfalsarli prevedendo l'arresto di alcuni concorrenti lasciando passare altri specie dopo il rif. Tuckett). Se non fosse stato possibile confermare il percorso della gara lunga i cancelli della gara corta sarebbero stati valutati in modo diverso e dunque ristretti maggiormente non essendovi più la necessità di farli coincidere con quelli di una lunga modificata.
 
In questa fase abbiamo vagliato varie possibili alternative di intervento sul percorso della lunga (in realtà ben poche per le caratteristiche fisiche delle Dolomiti di Brenta).
Scartato infatti il percorso alternativo, previsto sul piano sanitario per condizioni ben più critiche (come in caso di neve), si poteva solo decidere se tagliare il tratto che dopo il primo ristoro sale verso la sella del Montoz e transita per le malghe Campa, Loverdina, Termoncello e Flavona risalendo infine verso il passo della Gaiarda (circa 19 km) oppure tagliare la discesa verso Vallesinella Alta decidendo di utilizzare il percorso della corta tra il rif. Graffer e Tuckett.
In relazione a tali due soluzioni abbiamo considerato che tagliare il “giro della malghe” avrebbe avuto la conseguenza di risparmiare molte ore e sarebbe stata sicuramente facile da realizzare: fino a venerdì mattina è rimasta la nostra soluzione di scorta, il piano B. Ne sarebbe uscito un giro poco più lungo della “corta” ma come detto la primaria preoccupazione era la sicurezza di tutti.
Tagliare solo il tratto che scendeva a Vallesinella (luogo utile peraltro come via di fuga verso Campiglio) non avrebbe a nostro parere comportato grossi vantaggi. Specie in condizioni di bagnato e di stanchezza fisica il percorso che scende a Vallesinella è certamente più veloce e sicuro rispetto al percorso della corta Graffer – Tuckett, peraltro quest'ultimo maggiormente complicato in condizioni di scarsa visibilità. In tali condizioni il risparmio sui tempi sarebbe stato probabilmente molto ristretto.
In ragione delle previsioni meteo abbiamo pertanto ritenuto eccessivo tagliare l'intero giro delle malghe e poco utile tagliare solo la discesa a Vallesinella.
 
Ricevuta la conferma in ordine all'andamento delle previsioni meteo anche il venerdì mattina abbiamo pertanto optato per mantenere i due percorsi integrali fissando e mantenendo come detto il limite orario di passaggio alla Bocca di Brenta / Rif. Pedrotti alle 18.30.
Pronti come detto ad intervenire per sospendere / interrompere la manifestazione.
A questo punto occorre precisare che l'inciso pronti a interrompere la gara è significato attivarsi da subito per organizzare il rientro in pullman per un numero anche elevato di concorrenti da Vallesinella a Campiglio e da qui a Molveno.
Scelte particolarmente impegnative anche dal punto di vista del numero delle persone coinvolte, oltre che sotto l'aspetto economico ed organizzativo.
Molte sono le cose che si sono dovute considerare per l'eventualità di dover far convergere 300/400 persone verso Vallesinella e quindi a Campiglio per poterle poi riportare a Molveno. Un'eventualità non remota alla luce delle previsioni meteo. Facile a dirsi più complicato avere la responsabilità di controllare, gestire e assistere un numero così elevato di persone che a un certo punto avrebbero dovuto uscire dal percorso di gara in punti diversi, con vie di rientro diverse. Si è dunque profuso ogni sforzo per essere pronti a gestire questa situazione.
 
Fissato il cancello della Bocca di Brenta / rif. Pedrotti si è pertanto valutato come determinare i nuovi cancelli a questo precedenti.
Sul punto c'è chi ha osservato che forse si è esagerato nel restringere il cancello del Tuckett.
In merito segnaliamo che prima di individuare l'orario relativo al cancello previsto al rif. Tuckett abbiamo ricontrollato tutti i parziali della gara dello scorso anno. Si è così potuto facilmente valutare il fatto che molti atleti dell'ultimo gruppo avevano impiegato più di 2h30', fino a 3h05' o 3h20' per percorrere la tratta rif. Tuckett – rif. Pedrotti.
Valutando pertanto la situazione con l'unico obiettivo di perseguire e tutelare la sicurezza degli atleti e dei volontari (intesa, in questo specifico caso, quale necessità di evitare che atleti, scope e volontari si trovassero nell'ora critica tra il rif. Brentei e il rif. Pedrotti) dovevamo tenere in considerazione questi tempi e di conseguenza abbiamo fissato il cancello del Tuckett.
Esageratamente stretto ? A nostro parere sono i numeri a dover dare indicazioni e i numeri dello scorso anno sono stati alla base delle scelte prese sul punto.  
Il dato oggettivo è poiché se originariamente la previsione era di dover mantenere una media di 3,7 km/h fino al rif. Tuckett per una media finale sull'intero percorso sempre di 3,7 km/h, a seguito della revisione dei cancelli si sarebbe dovuto mantenere una media di 4,2 fino al rif. Tuckett per giungere poi ad una media finale di 4,00 km/h.
Sarebbe rimasto fuori qualche atleta che in base ai tempi dello scorso anno poteva invece contare di arrivare in tempo (cronometrico) a Molveno ? Sicuramente, ma analizzando i dati dello scorso anno il numero di partecipanti che – lo ripetiamo per la loro sicurezza – rischiava di essere fermato era comunque limitatissimo.
Il dato finale è stato che a rimanere esclusi dai cancelli sono stati 22 atleti. Sarebbero arrivati sicuramente al traguardo nei tempi originari? Non lo sappiamo e non lo sapremo.
Ciò che è certo è che qualche atleta pur passato dal rif. Tuckett nel rispetto del cancello fissato si è ritirato dopo aver passato il rif. Brentei ed aver visto sia la salita finale verso Bocca di Brenta (non banale) sia il cielo cupo che la sovrastava.
Anche lo scorso anno peraltro più atleti erano stati fermati al rif. Pedrotti per il superamento del cancello nonostante il passaggio regolare al Tuckett ed il bel tempo.
Ciò che sicuramente possiamo dire è che alle 19.50 mente eravamo al rif. Croz Altissimo (con 25 minuti di anticipo rispetto al nuovo cancello fissato per tale punto del percorso) è iniziato il diluvio e nel tratto verso il Pradel la visibilità si è ridotta a meno di 10 metri! Il percorso in questo tratto è comodo e privo di pericoli e dunque non vi è stato problema alcuno per gli atleti ancora sul percorso di gara; siamo certi invece che una simile situazione in una parte qualsiasi della discesa dal rif. Pedrotti sarebbe stato pericolosissima.
 
In conclusione possiamo rifarci ancora una volta ai numeri, che sono gli unici dati oggettivi che consentono di valutare le decisioni adottate.
Il 91% dei partenti ha completato i percorsi di gara; vi è stato un 3,70% di fermati ai cancelli e un 5,30% di ritirati.
Numeri questi che crediamo essere in linea con i migliori dati di una qualsiasi manifestazione di trail running che sia svolta in ambiente meno severo del nostro e con meteo favorevole.
Abbiamo poi soprattutto consentito (grazie a tutte le persone che hanno collaborato nella manifestazione) al 100% degli atleti di tornare a casa sani e salvi.
Questo era peraltro il nostro primario ed assoluto obiettivo e presupposto di ogni decisione adottata.
 
Non vogliamo poi entrare nella discussione in ordine a quale sia il limite di velocità per poter considerare una prestazione di trail running o di trekking. La nostra volontà era, è stata e sarà di portare quante più persone a poter godere delle nostre magnifiche montagne. In passato (edizione 0 e edizione 1) abbiamo consentito il passaggio alla Bocca di Brenta anche dopo l'orario fissato dai cancelli perché le condizioni meteo lo consentivano.
Ieri abbiamo deciso di fermare il 3,70% dei concorrenti quantomeno nell'ultimo punto utile per un agevole rientro degli atleti e ciò è stato fatto per tutelare la loro incolumità.
 
Sono state valutate altre modifiche di programma ? Ovviamente si è valutata l'ipotesi di anticipare anche la partenza della gara lunga fissata per le 6.00 (soluzione adottata da subito per la gara corta). Con riguardo a tale opzione dobbiamo evidenziare che il nostro pensiero prima ancora che agli atleti è sempre stato rivolto ai tanti volontari presenti sul percorso. Persone che gratuitamente, con grande generosità, hanno sacrificato una giornata (molti anche più di una giornata) per consentire ai partecipanti di godere di sicurezza, di ristori, di assistenza.
Quasi tutte le postazioni lungo il percorso (con la sola eccezione di quelle a Andalo e quelle finali del Rif. Croz Altissimo e Rif. Pradel non sono raggiungibili con mezzi); anche quelle nei pressi del passo Grosté non possono godere degli impianti di risalita che hanno orari di apertura ben determinati. Tutte le postazioni, con le sole eccezioni indicate, sono dunque raggiungibili solo con ore di cammino.
Inoltre sempre per ragioni di sicurezza prima della partenza della gara lunga, e dunque ben prima dell'alba, erano previsti e sono partiti gli apripista per controllare l'intero percorso di gara sia della lunga che della corta.
Chiedere a tutte queste persone di anticipare di un'ora la loro partenza (per tantissimi avvenuta verso le 4.00 di mattina) è stato subito scartato. Non crediamo di doverci scusare con gli atleti per aver scartato tale soluzione: come detto prima di loro sicuramente i volontari.
 
Crediamo quindi di avere dato indicazione di ciò che si è valutato e del perché si è deciso in questa situazione di adottare le modifiche attuate.
Riteniamo inoltre opportuno segnalare che a fronte delle previsioni meteo abbiamo considerato anche:
- tutte le iniziative da intraprendere per gestire il caso di interruzione della gara con la previsione della possibilità di rientro immediato da Campiglio a Molveno in pullman per 250 atleti alla volta; con trasporto previsto da Vallesinella a Campiglio.
- si è rinforzata la presenza alla Bocca di Brenta aggiungendo al Soccorso Alpino anche personale guida alpina;
- si è rafforzata la presenza di volontari ai ristori / punti di controllo sul versante di Campiglio;
- si è integrato il balisaggio in tutta la salita alla Bocca di Brenta con balise ogni 5 – 10 metri al massimo per il caso di nebbia fitta;
 
Non vogliamo inoltre mettere in conto le ore di sonno perse e la tensione accumulata da tutti noi per permettere a tutti i partecipanti di correre in sicurezza sulle Dolomiti di Brenta.
 
Si poteva fare meglio ? Abbiamo sbagliato qualcosa ? Sicuramente avremo mancato in qualcosa ma quello che possiamo assicurare è che abbiamo adottato ogni decisione in modo ragionato e fondato.
 
I numeri sopra riportati (che sono l'unico dato su cui argomentare al di là delle valutazioni soggettive dei singoli) ci danno conforto.
 
Sul fatto poi che si siano fatti rispettare i cancelli non riteniamo di dover spendere molte parole.
Le indicazioni date dall'organizzazione ai volontari posti al controllo del cancello e alle scope che seguivano i concorrenti sono state chiare e ferme. Alle ore …. si chiude il cancello e si dispone per il rientro degli atleti fermati.
Ci assumiamo pertanto ogni responsabilità in merito.
Le 15.45 dovevano pertanto essere le 15.45.
Non potevamo e non volevamo dare potere discrezionale sul punto. Non potevamo e non volevamo attribuire al volontario addetto la responsabilità di valutare i 2 i 5 o i 10 minuti di “elasticità” sul tempo indicato (anche se siamo in Italia l'indicazione è stata di far rispettare l'orario fissato); men che meno potevamo e volevamo attribuire ai nostri volontari addetti la possibilità di valutare al di là dell'orario le condizioni fisiche degli atleti per consentire di procedere nonostante la chiusura del cancello.
 
Riteniamo poi utile dare conto anche della decisione adottata verso le ore 17.50 di fermare gli atleti presenti al rif. Pedrotti e gli ultimissimi lì in arrivo. In quel momento il personale presente al rif. Pedrotti ha infatti comunicato alla base di Molveno che aveva iniziato a piovere copiosamente e la visibilità si era di molto ridotta; anche la temperatura stava velocemente cambiando. Ciò in considerazione anche delle previsioni meteo sopra riportate (che si stavano confermando) ha indotto l'organizzazione a fermare subito gli atleti al rifugio, in luogo riparato e al caldo, in attesa che i componenti dell'organizzazione presenti alla bocca di Brenta potessero raggiungere il rifugio Pedrotti per valutare la situazione ed accompagnare se del caso gli atleti in gruppo nella discesa (tecnica) verso Molveno. Chi è sceso per questa parte di percorso può comprendere i problemi che si possono presentare in caso di scarsa visibilità oltre che per il caso di eventuali temporali.
Il personale presente all'inizio del ghiaione è dunque sceso incontro alle scope per valutare che non vi fossero altri atleti in arrivo e è dunque risalito al rif. Pedrotti raggiungendolo verso le 18.20. In pochi minuti si è valutato che la visibilità era notevolmente migliorata e quindi si poteva far ripartire tutti gli atleti presenti in rifugio che erano già stati allertati di prepararsi. Dopo nemmeno cinque minuti dall'arrivo del personale tutti i partecipanti in rifugio sono ripartiti in gara con il personale dell'organizzazione al seguito e le scope a seguire. In pochi minuti l'organizzazione ha deciso poi di allargare i tempi del passaggio al Croz dell'Altissimo (già a quota inferiore e con possibilità di accesso veicolare).
Per nessuno degli atleti in questione si è peraltro posto il problema di concedere tempo ulteriore al cancello del rif. Croz dell'Altissimo essendo tutti passati prima delle 20.15 e tutti arrivati prima delle 22.00.
 
Questo è ciò che abbiamo fatto e deciso.
Abbiamo ritenuto di condividerlo con Voi per rispetto nei Vostri confronti e per essere “trasparenti” con riguardo ai problemi affrontati.
Non vogliamo certo sentirci dire “bravi”, non è questa la finalità, e siamo sicuramente disponibili a ricevere critiche e suggerimenti sulla base dei dati oggettivi di quanto fatto e occorso.
Non siamo stati perfetti e non lo saremo nemmeno la prossima volta. Abbiamo però cercato di offrire a tutti una giornata di divertimento sulle nostre fantastiche montagne garantendo a tutti il massimo della sicurezza.
Grazie a tutti di aver partecipato al Dolomiti di Brenta Trail e soprattutto grazie a tutti i nostri fantastici volontari che sono stati e sono il Dolomiti di Brenta Trail.

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